L’anagrafe del Pd

Per carità, niente da dire: essendo “giovinezza mezza bellezza”, si può sempre sperare che giovinezza si muti in un paio di punti percentuali in più. Ma se da sacrosanta esigenza – nemmeno tanto nuova: pure i democristiani nei giorni di Rumor promettevano il “largo ai giovani” e assicuravano che la Dc “ha vent’anni” – rischia di diventare, più che altro, ripicca e strategia un po’ farlocca, allora è diverso. Certo, le facce in circolazione sono quelle che sono – se non livellate adeguatamente come quella del Cav.
7 AGO 20
Immagine di L’anagrafe del Pd
Per carità, niente da dire: essendo “giovinezza mezza bellezza”, si può sempre sperare che giovinezza si muti in un paio di punti percentuali in più. Ma se da sacrosanta esigenza – nemmeno tanto nuova: pure i democristiani nei giorni di Rumor promettevano il “largo ai giovani” e assicuravano che la Dc “ha vent’anni” – rischia di diventare, più che altro, ripicca e strategia un po’ farlocca, allora è diverso. Certo, le facce in circolazione sono quelle che sono – se non livellate adeguatamente come quella del Cav. rammentano “una cartina della Grecia settentrionale” – e un ricambio (o provvede la politica o provvede l’anagrafe, e a volte il magistrato) è necessario. Ma con un po’ di senso compiuto, un po’ di argomentazione, un minimo di ragionevolezza. Tipo: avanti giovani, perché: a) i vecchi si consumano, b) avete più fiato e sguardo più lungo. Ma l’impressione è che il dato anagrafico – che non è una colpa, ma neanche un merito – prevalga come assoluto dato di fondo, e questo qualche perplessità suscita.
La tendenza all’accaparramento del “bamboccione” genio (forse) politico ha raggiunto livelli quasi parossistici nel Pd: dopo che Renzi ha messo avanti i suoi 37 anni (l’esatta età biologica che il Cav. garantisce di sentirsi), Bersani ha stappato lo spumante, mettendosi in gagliarda posa fotografica dietro di loro, per salutare tre giovani tre – cent’anni in ammasso – che coordineranno la sua campagna per le primarie. Lo sfidante fiorentino, forse preso per una volta alla sprovvista, ha replicato con tre donne tre – ma insieme, si è tenuta apposita contabilità, fanno 112 anni: battuto. E il senso? Ai più, a parte l’ostensione della buona tonicità muscolare, sfugge. Del resto, pure il Pdl alla regione Lazio, dopo i fasti di Fiorito e compagnia, ha eletto una ragazza di 26 anni capogruppo: saggissima decisione, pure se lì non basterebbe l’intero trasferimento di una scuola media a dar aria di freschezza. Del resto già il Cav., mesi fa, beatificò Alfano (da anni ministro). Fini fece lo stesso con la Meloni vicepresidente della Camera. Grillo, a Milano, come sindaco voleva un ventenne. A parte che si rischia l’assembramento intorno alle elementari, ottimo. Ma ancora e sempre il problema quello è: ma il quid c’è?